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Il fu Scalebound

Scrivere questo pezzo non è stato facile. Per svariati motivi, primo dei quali il grosso hype che avevo per un titolo, l’ormai fu Scalebound, che, a meno di grosse sorprese, non vedrà mai la luce. Tristezza, delusione, incazzatura…difficile dire con precisione quali sensazioni abbiano prevalso nel leggere dei rumor che volevano interrotto lo sviluppo del titolo, nonchè, a distanza di pochi minuti, il comunicato ufficiale da parte di Microsoft che annunciava la cancellazione del progetto. Un uno-due tremendo, per me così come per tutto il mondo dei videogiochi, o almeno la parte sana di esso, quella che non gioisce in rete per la cancellazione di un titolo importante, e soprattutto di un’esclusiva di peso all’interno della line-up 2017 di Microsoft. Stronzi a parte, la notizia della morte di Scalebound deve far riflettere. Almeno, deve far riflettere chi ha a cuore Platinum Games, ma anche e soprattutto Microsoft e un progetto, Xbox, che sembra oggi più che mai al capolinea.

Che lo sviluppo di Scalebound non procedesse esattamente a gonfie vele era noto. Le difficoltà di Platinum Games, gli attriti con Microsoft, quel pazzo di Hideki Kamiya e, lo scorso anno, una prima dimostrazione in-game che aveva lasciato piuttosto perplessi, quantomeno per una realizzazione tecnica del titolo che, seppur in maniera evidente ancora alle prime fasi, strideva alquanto con la pompa che ne aveva accompagnato l’annuncio, tra dichiarazioni altisonanti e un paio di trailer che avevano acceso la fantasia degli utenti Xbox. Un rinvio c’era già stato, la sensazione che Platinum dovesse ancora lavorarci parecchio pure, quel pazzo di Hideki Kamiya…insomma, qualche segnale preoccupante c’era. Ma che finisse così, francamente, no.

E qui entra in gioco Microsoft. Lei e le sue sempre meno chiare strategie, lei e i suoi sempre più imperscrutabili progetti per il futuro. Personalmente, non sono tra coloro che accollando tutte le colpe del naufragio di Scalebound alla casa di Redmond. Insomma, quando hai a che fare con lo sviluppo di un titolo amibizioso, Platinum Games e quel pazzo di Hideki Kamiya, qualche inconveniente lo metti sicuramente in conto. Ma, e mi tocca ripeterlo, qui stiamo parlando di un’esclusiva che potrebbe (meglio, avrebbe potuto) influire discretamente sulla tua line-up, e…che fai? La molli.

Si, ripeto, problemi, ritardi, quel pazzo di Hideki Kamiya, tutto giusto, per carità. Che a forza di tirare, prima o poi la corda si spezzi, ci sta. Ma sei Microsoft, hai delle responsabilità, e non puoi sperare che l’annuncio della cancellazione di un titolo come Scalebound non scateni delle reazioni nella tua già poco tutto utenza, per non parlare di tutti gli altri. Quello che è davvero successo tra Microsoft e Platinum Games non lo sapremo mai, non sappiamo quanto la prima abbia provato a tenere in piedi la baracca, ma la sensazione che in quel di Redmond non ci fosse particolare convinzione, in fondo, c’è. Altrimenti non mandi tutto all’aria così, in pochi minuti, con un annuncio ufficiale che sembrava non vedessi l’ora di dare, appena trapelate pubblicamente le voci dello stop nello sviluppo del gioco. A che gioco stai giocando? Cosa pensi di fare ora, sganciata la bomba Scalebound e indebolita la tua posizione? Forse è presto per chiederlo e saperlo, ma Microsoft deve muoversi, e in fretta, per metterci quantomeno una pezza.

Scalebound è solo l’ultimo dei titoli in sviluppo definitivamente cancellati, e non credo di dover stare qui a ricordare in che acque navighi Microsoft con Xbox. La situazione è decisamente grave, ed è evidente che quel che c’è non possa bastare a spuntarla contro una concorrenza che, con tutti i suoi difetti, ad esempio, tiene comunque in vita per anni lo sviluppo di un titolo esclusivo per la sua console, riuscendo infine a farlo uscire, per la gioia dei videogiocatori che potranno così goderselo. Non c’è bisogno di fare nomi. Ma il contrasto con Microsoft è evidente.

Cosa farà Microsoft si vedrà (spero), cosa farà Platinum Games è già più difficile provare ad indovinarlo, visto che la situazione sembra tutt’altro che rosea e con quel pazzo di Hideki Kamiya (pare) sull’orlo dell’esaurimento nervoso, tutto diventa ancora più imprevedibile. Resta ovviamente il dispiacere, sia per l’una che per l’altra, insieme però a quel misto di delusione, tristezza e incazzatura che mi accompagnerà ancora per un po’, per un gioco che aspettavo tanto e che non giocherò probabilmente mai. Così come restano le domande. Chi siamo? Da dove veniamo? Che cosa significa la cancellazione di Scalebound per il mercato? Ma soprattutto…dove sta andando Microsoft?

Valar Morghulis

 

Hype

Quella che ci ostianiamo a chiamare next-gen, nonostante sia ormai realtà da un anno e mezzo, sembra stia per decollare definitivamente. Il 2015, anno cui erano state rinviate le uscite di molti titoli inizialmente previsti per il 2014, è arrivato e ha in serbo tanto, per tutti. Un po’ più fosco il futuro, con qualche titolo rinviato dal 2015 al 2016 o addirittura senza date ufficiali. Come dissi qualche riga fa, mi auguro vivamente che i continui rinvii siano semplicemente dovuti alla volontà delle SH di tirare il più a lucido possibile i loro pezzi forti e portare al pubblico il meglio che si possa offrire. Cerco di essere, per quanto possibile, fiducioso. Ciò che non mi manca è la voglia di passare il mio (poco, invero) tempo libero pad alla mano.

Quelli che seguiranno, sono quattro titoli di più o meno prossima uscita che aspetto con ansia. O, per meglio dire, con hype.

Innanzitutto, The Witcher 3. Strana storia questa, dato che comprai il precedente capitolo e lo mollai dopo qualche ora, rivendendolo, addirittura. Eppure, con il passare del tempo, ho cominciato ad incuriosirmi sempre di più, fino ad arrivare a a smaniare letteralmente. Non vedo l’ora di potermi immergere nel mondo vastissimo che gli sviluppatori di CD Project RED ci hanno fatto appena scorgere nei tanti video gameplay finora usciti.

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Lego Jurassic World si prospetta l’ennesimo, validissimo e divertentissimo titolo con protagoniste due delle cose che hanno contribuito a segnare profondamente la mia infanzia: i mattoncini e i dinosauri. Al di là del film da cui il videogioco è tratto, che non si prospetta esattamente il capolavoro che fu il primo capitolo diretto da Spielberg, questo Jurassic World è per me un must have.

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Quantum Break è ancora, per molti versi, un oggetto misterioso. Inizialmente previsto per l’anno in corso, è di pochi giorni fa la notizia dello spostamento della sua data d’uscita ad un piuttosto indefinito 2016. Che sia dovuto a scelte di marketing, a ritardi nella programmazione o ad altro, poco importa. A me è bastato quel poco che ne è stato mostrato per ficcarlo di diritto nella mia wishlist. Curioso anche di vedere come sarà gestita la serie tv in game che (sembra) correrà parallelamente alla trama. Remedy ha già mostrato di cosa è capace con l’ottimo Alan Wake. Saprà migliorarsi ancora? Lo vedremo. spero, molto presto.

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Infine, chiudo con un titolo di cui si sa veramente quasi zero. Non si è visto niente, a parte un trailer che ha eccitato parecchi, le notizie sono centellinate, le immagini talmente poche da poter essere contate sulle dita di una mano. Di certo, si sa che sarà un’esclusiva Xbox One e, probabilmente, un action. Sto parlando di Scalebound, naturalmente, di cui mi sono innamorato a prima vista grazie al già citato trailer. Non so perchè, non so per come, ma sono sicuro che sarà qualcosa di veramente stupefacente. Magari non “il miglior videogioco di sempre”, come azzardato da qualcuno, ma sicuramente qualcosa destinato a far parlare di sè.

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Hype…

Valar Morghulis