Ciao ciao Gioco del Trono

Questa volta non ci saranno lunghe e noiose introduzioni in cui me lo meno per il fatto di essere un lettore della saga piuttosto che un fan della serie. Quello l’ho fatto la scorsa settimana, quindi tiro dritto, consapevole di essere ricascato anche questa volta nell’introduzione di cui sopra. Benissimo.

Game of Thrones, dunque. Seeeaaasooon finaaaale, dunque. Com’è stato? In una parola: Scontato. Decisamente.

Scontato, a larghi tratti anche banale, a sprazzi perfino ridicolo. Ma era ovvio che sarebbe andata a finire così, ed il perchè è piuttosto semplice: perchè è così che il pubblico vuole che vada, e non ha senso non dare in pasto al pubblico esattamente ciò che questo chiede a gran voce. Lo so, ormai è un giudizio largamente condiviso da buona parte di chi critica la serie, ma ciò non significa che sia falso.

E’ tutt’altro che falso, alla luce di quanto visto nel corso della puntata. Che non ha senso analizzare tutta, perchè, al netto di un paio di (più o meno) colpi di scena a tinte rosso-Lannister, tutto è andato esattamente nella direzione ampiamente prospettata (nonchè, ahimè, auspicata) dalle schiere di fan che appestano la già fetida aria internettiana. Fatalmente, inevitabilmente. Innegabilmente. Eppure eccomi qua. A parlare della grande reunion di Approdo del Re.

I Lannister non stanno simpatici. O meglio, Cersei non sta simpatica. Alla maggior parte del pubblico, almeno, che ritiene l’ultimo personaggio ancora tutto sommato “martiniano” una pazza psicopatica da togliere di mezzo il prima possibile. Uscirà di scena, Cersei, ovvio, ma il momento di dare la definitiva piallata alla già incredibilmente piatta trama della serie non è ancora giunto. Quello giunto è stato invece il momento in cui la lucida follia di Cersei perde l’aggettivo, ormai evidentemente consono solo alla mano d’oro di Jaime, la cui evoluzione trova compimento(?) nell’abbandono della sorella a seguito del tradimento che questa intende compiere nei confronti dei nemici-neoalleati con l’aiuto della Compagnia Dorata e Euron. Salutiamo tutti insieme il gioco del trono che va a farsi fottere. Ciao ciao!

Game-of-Thrones-7x07.jpg
Time to say goodbye

Chi sta più simpatico, o meglio, chi fa bagnare le mutandine delle fangirl è invece il buon Jon Snow, che decide di fare lo Stark a tutti i costi (mentre e Grande Inverno i veri Stark non lo fanno, ma ci arriveremo) prima di essere protagonista dello spiegone finale: Jon non è Snow, non è Sand, ma è Targaryen. E non è neanche Jon, ma Aegon. Per qui due-tre che ancora non l’avessero capito, niente paura, ci pensano Sam e l’inespressività di Bran. Troppo tardi, però. Perchè il bel Jon-Aegon (vi dò ancora un po’ di tempo per digerire il coup-de-theatre) ha già impalmato, nella scena che meno mi auguravo di vedere (nonchè l’unica che non si poteva proprio evitare), la zia Dany, un’altra che sta perlopiù simpatica (per forza, ha i draghi e il girl-power) e che fa bagnare le mutande dei maschietti.

A Grande Inverno, intanto, come dicevo, gli Stark decidono di imitare gente morta qualche stagione fa mettendo su un processo farsa nei confronti di Ditocorto, altro personaggio inviso alle masse (forse perchè anche lui tra i pochi rimasti a poter conferire un minimo di complessità a tutta la faccenda), sommariamente giustiziato da psyco-Arya su ordine di Sansa, la degna lady di Grande Inverno. Giubilo dei fan davanti agli schermi, un abbraccio alla nobile casa Stark e ancora ciao ciao al gioco del trono. E’ stato bello finchè è durato.

Per chiudere, in ordine sparso, un po’ di altre stronzate, tra le quali: dialoghi senza senso tra personaggi ormai del tutto sputtanati (i fratelli Clegane, Brienne-Jaime), personaggi già ampiamente sputtanati ma con cui non si era finito (Tyrion), inevitabili momenti cinepanettone (gli inefficaci colpi bassi a Theon), trovate sceniche a dir poco discutibili (tutto quello che fa Euron) e un finale che, per quanto visto in precedenza, è solo scenografia: perchè un drago-non morto dovrebbe sputare il raggio atomico di Godzilla? E che senso ha mostrare un’armata sterminata di non-morti, quando sappiamo che basta uccidere gli Estranei per farne fuori a badilate in un colpo solo? Domande cui è superfluo dare risposte. Perchè l’inverno è arrivato. Ce ne ha messo di tempo…

maxresdefault.jpg

spot the differences.jpg
“Trova le differenze”

Game of Thrones, ormai, si scrive praticamente da sola, anche se sarebbe meglio dire che, arrivata a questo punto, si limita a trascinarsi in giro come le gambe mozzate del non-morto nella sabbia della ridicolmente minuscola Fossa del Drago. Ma lo fa vestita di tutto punto, e il fumo negli occhi ai fan piace sempre. Di fatto, però, la serie ha accantonato ogni ambizione, ogni velleità di stupire come faceva ai tempi in cui era “la serie in cui muoiono tutti XD“, per lasciarsi andare ad un continuo, sfiancante, melenso assecondare i gusti del suo vastissimo e casualissimo audience, che da parte sua sembra felicissimo di continuare a galleggiare nella minestra riscaldata di clichè, banalità e nonsense che in casa HBO rimestano con certosina cura.

Da questo momento abbiamo due anni prima di tornare a Westeros in tempo per assistere alla battaglia finale tra il bene che vince e il male che perde. Tra bianco e nero. Tra fuoco e ghiaccio, prima che tra draghi e quel che resta dei leoni, se a questi sarà concesso di resistere solo per crepare male alla fine di tutto, come chi realmente decide vuole. Dubito che potrà andare diversamente. Ciao ciao gioco del trono.

Valar Morghulis

Annunci

1 commento su “Ciao ciao Gioco del Trono”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...