La “Carriera” che vorrei

Da buon Non-Nerd, ed in contrapposizione allo stereotipo del Nerd medio (che poi tanto stereotipo non è), da sempre sono appassionato di sport. Ne ho praticati diversi per poco tempo, fino ad approdare al rugby. Con la palla ovale tra le mani ho scorrazzato per quasi 10 anni, tra nebbioni, campi di patate e canfora. Oltre al rugby, seguo anche il football americano (forza Patriots!) ma, come ogni italiano, amo anche il calcio. Questa mia passione per lo sport in generale, e per il calcio in particolare, si è ovviamente riflessa anche sull’altra mia grande passione, i videogiochi. Nel corso degli anni e delle generazioni, ho accumulato quindi una discreta esperienza in questo genere piuttosto particolare (e anche abbastanza controverso, per certi versi),oltre che sui miei amati TPS.

Il mio primo gioco di calcio è stato FIFA 97, giocato con tastiera su PC, in modo indegno. In seguito, e sempre su PC, è arrivato FIFA 2000. Inutile dire che, data la mia giovane età, non ci capissi poi molto. Come scrissi nel primo articolo, ciò che mi ha cambiato la vita è stata la PS1. Quella, e PES. Pro Evolution Soccer 2 è stato, ed è tuttora, il gioco su cui credo di aver accumulato più ore in assoluto. Ho perso il conto della Master League iniziate e mai finite, dei pomeriggi interi passati con Europa-Resto del Mondo e gli infiniti tornei a casa degli amici. A 22 anni suonati, PES 2 resta il mio gioco sportivo preferito in assoluto.

Dopo la PS1, sulla mia scrivania è approdata anche la PS2. E, con lei, un amore rinato, riacceso, alimentato anno dopo anno, anche a causa del lento ed inesorabile declino di quel PES cui tanto ero affezionato. Sto parlando della serie FIFA, naturalmente, che avevo abbandonato dopo l’edizione 2000 (giocata anche su PS1) per passare alla già citata serie firmata Konami.

Ho rimesso le mani su FIFA dall’edizione 2005, e da lì non l’ho più abbandonata. Per un motivo in particolare: la Modalità Carriera.

Questa modalità, inserita proprio a partire dal 2005, era una sorta di Master League, ma leggermente più profonda (almeno all’inizio). Dava infatti più possibilità di gestione della squadra scelta, a partire dal fatto che la rosa iniziale rimanesse quella originale (cosa che non accadeva con PES, la cui Master League andava iniziata giocoforza con gli ormai leggendari Castolo e Co.), fino all’esperienza completa delle sessioni di calciomercato e della gestione dello staff. Ognuno di noi, dopo aver scelto con quale squadra cominciare, avrebbe avuto davanti una carriera di 15 anni, durante i quali avrebbe potuto provare a portare il proprio club alla gloria. Tutto ciò aumentava esponenzialmente la longevità del titolo, e rendeva più entusiasmante giocare campionati e coppe (che prima si potevano giocare solo “singolarmente”), con la possibilità di acquistare giocatori sempre più forti e conquistare trofei stagione dopo stagione.

Nel corso del tempo, questa Modalità è stata sempre più ampliata, approfondita, arricchita di elementi, anche se non sono mancati passi falsi. Da FIFA 2005 a FIFA 2006, ad esempio, cambiarono molte cose, e la Carriera si fece nettamente più interessante. Fu migliorata l’esperienza delle sessioni di calciomercato, subentrò la possibilità di simulare “visivamente” i match, si continuò a puntare sulla gestione completa della squadra. Nei titoli degli anni successivi, l’ossatura della Modalità fu sostanzialmente lasciata invariata, ma andò arricchendosi sempre più di nuove possibilità, che contribuivano ad aumentare la qualità dell’esperienza di gioco. Soprattutto due elementi mi colpirono: la possibilità di scegliere uno o più sponsor ad inizio carriera e poi nel corso degli anni e la soluzione di alcune situazioni più o meno spinose che potevano interessare la squadra o l’allenatore stesso. Queste situazioni si presentavano sotto forma di nota del club, e mettevano il giocatore di fronte a delle scelte: che si trattasse di rispondere ad un giocatore scontento piuttosto che rilasciare un’intervista ad una rivista sportiva, le decisioni prese andavano ad influire sulla “reputazione” che la nostra controparte alla guida della squadra aveva nei confronti della dirigenza del club. Un atteggiamento “mourinhano”, unito a risultati sportivi non proprio esaltanti, avrebbe potuto portare molto facilmente ad essere esonerati, mentre un basso profilo sostenuto da buone prestazioni in campo avrebbe sicuramente fatto piacere a tifosi e dirigenza, facendoci entrare nelle loro grazie. Ulteriore profondità alla gestione della squadre era data poi dalla possibilità di programmare allenamenti settimanali direttamente sul calendario, di aumentare o diminuire il costo dei biglietti ad ogni partita, di ingaggiare elementi migliori per lo staff, di muoversi più agilmente sul mercato. Insomma, FIFA stava piano piano integrando un vera e propria modalità “manageriale”, e ciò non poteva che far contenti tutti quelli che erano cresciuti con i vari “Scudetto” e poi “Football Manager”, che ora avrebbero anche avuto la possibilità di giocare con la propria squadra, invece di vederla semplicemente muoversi su un campo in due dimensioni.

Con il tempo e le edizioni, la Modalità Carriera è sensibilmente migliorata sotto molti aspetti. In primis, la sempre maggiore attenzione riservata al calciomercato e allo scouting in generale, che ha trovato (per ora) il suo apice con la “Rete Mercato Globale”, che permette al giocatore-allenatore-manager di muoversi all’interno delle sessioni di calciomercato virtuale come se fosse quello reale. Ingaggiare osservatori e mandarli in giro per il mondo alla ricerca di nuovi talenti, grandi campioni, giocatori in scadenza di contratto, svincolati e chi più ne ha più ne metta, non è mai stato così divertente ed appagante. Si può richiedere un rapporto dettagliato per ogni singolo calciatore presente nel gioco e, attraverso di esso, scoprirne i punti di forza e le debolezze, il suo valore assoluto, nonchè i suoi numeri (valutazione del cartellino ed ingaggio percepito). Insomma, una vera goduria per i malati di calcio.

Agli enormi passi in avanti è seguito però, di tanto in tanto, qualche scivolone. Se da un lato si è deciso di puntare tantissimo sull’aspetto dello scouting, dall’latro, qualche elemento è stato tralasciato, non sviluppato o progressivamente abbandonato. Gli aspetti meramente “manageriali” soprattutto, sono stati sacrificati sull’altare del realismo: gestione dello staff, dei dettagli di bilancio, dei prezzi dei biglietti, della programmazione settimanale, degli sponsor, sono quasi del tutto scomparsi. Non esiste praticamente interazione tra allenatore, squadra, club e tifosi, se non quella direttamente dipendente dai risultati sportivi. Tutto questo ha portato, ad esempio, ad una certa difficoltà nell’essere esonerati da un club: a meno che non si retroceda con il Real Madrid, è davvero dura essere cacciati. Capita spesso, poi, che qualche giocatore bussi alla porta dell’ufficio dell’allenatore per mostrare disappunto o felicità, ma non si può mai rispondergli direttamente. Al massimo, gli si può concedere più o meno minutaggio, un ingaggio più alto, ma mai una risposta diretta. Inutile precisare che anche le già citate note del club siano state eliminate del tutto senza avere un rimpiazzo di alcun tipo. Sostanzialmente, come detto, si è deciso di realizzare perfettamente un contesto di calciomercato (anche con l’ampliamento del settore dedicato al vivaio del club, con la possibilità di cercare giovanissime promesse in giro per il mondo per ingaggiarle poi in prima squadra) a discapito della gestione del club e della squadra sotto aspetti “minori” ma anche spesso più realistici e complicati.

Con l’ultimo FIFA uscito, si è raggiunto ovviamente il massimo di ciò che ho appena descritto. Tanto, tantissimo calciomercato e praticamente zero management. Cosa che sicuramente può fare piacere a molti, ma anche scontentare altrettanti giocatori (magari di più vecchia data) che da anni passano ore ad impersonare l’allenatore della propria squadra del cuore.

Per quanto mi riguarda, facendo parte della seconda categoria di utente, auspico un cambiamento di rotta per quanto riguarda la modalità di questo brand che più ho a cuore. Sacrificherei volentieri qualche mio scout per avere la possibilità di aumentare il prezzo del biglietto per la partita di Coppa del mercoledì, o per rispondere al giocatore che pretende l’aumento dell’ingaggio di guadagnarselo sudando la maglia in campo, proprio ciò che non ha fatto nelle ultime due partite. Sacrificherei molto volentieri la possibilità di andare a cercare sedicenni croati per poter tornare a decidere quale giocatore  dovesse mettere la sua faccia per fare la regina nel mazzo di carteda gioco che l’azienda di turno voleva realizzare in collaborazione con il club (situazione divertentissima che capitava nel magnifico FIFA 07) o per siglare un accordo con la nota marca di energy drinks che offriva di più per i premi-partita ed i bonus raggiunti a fine stagione. Ma soprattutto, vorrei che fosse finalmente implementata la possibilità di proporre uno scambio secco di giocatori in sede di calciomercato rispondendo ad un’offerta, invece che facendola. Lacuna che ho sempre trovato macroscopica, insieme all’incredibile ed inspiegabile rimozione dell’indice di avanzamento della trattativa di mercato, che mostrava il gradimento di un giocatore per la nostra squadra e le chances che avevamo di poterlo portare alla nostra corte, magari proponendogli un ingaggio più alto.

Insomma, questa è la Modalità Carriera che vorrei. Nonchè quella che non otterrò mai. Perchè? Perchè troppo complicata. Decisamente in linea con il generale abbassamento della difficoltà dei videogiochi, che tanto luogo comune non è, a mio avviso, per quanto ciò mi abbia semplificato la vita più di qualche volta. Se a ciò si aggiunge la sempre più attenzione rivolta al comparto online dei titoli (coff coff FUT coff coff…) divenuto un vero e proprio giro di roulette russa, ecco che il patatrac è inevitabile (per chi dedica i suoi sforzi al single player, ovviamente).

Alla fine della fiera, comunque, resta un fatto. Che la Modalità Carriera di FIFA resta, e resterà, la parte migliore di questo gioco e il motivo principale per cui continuerò a versare il mio obolo annuale ad “E-A SPUORTS! (it’sinthegame!)”.

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