#Selvaggianonmentire

Sta accadendo qualcosa di molto bello, in queste ore, su Internet. Per la prima volta, in Italia, ci stiamo forse rendendo conto di poter fare qualcosa, uniti come mai lo siamo stati, anche se forse ancora troppo pochi per cambiare veramente rotta. L’hashtag lanciato da Dellimellow su Youtube, #Selvaggianonmentire, è in poche ore balzato in cima alla classifica degli hashtag più utilizzati dagli utenti Twitter, e poi ripreso da molti altri Youtuber, sta letteralmente spaccando il Web. Ma facciamo un passo indietro…

Personalmente, sono molto attivo su Youtube. Dal momento in cui ho potuto disporre di una linea ADSL decente, è stato per me una rivelazione, un’epifania. Ho capito che, finalmente, avevo trovato L’Alternativa a quella TV che sempre meno andava piacendomi. Su Youtube ho trovato tutto quello che cercavo. Che fosse informazione, intrattenimento, approfondimento, o semplicemente un mucchio di cazzate. Era tutto lì, sempre a mia disposizione, e ogni giorno diventava sempre di più. Ho letteralmente cancellato la TV dalla mia vita, e ne sono molto felice. L’idea che su Youtube potessero ritrovarsi tutti quelli, come me, stanchi di beccarsi la merda che la TV italiana propina per buona parte della giornata, era semplicemente fantastica. Poter “trasmettersi”, come recita il motto della piattaforma, significava abbattere completamente le barriere, creare una community di gente libera, che finalmente ritrovava il diritto di poter scegliere cosa vedere, e di commentarlo, interagendo con altri utenti o con chi, personalmente, caricava qualcosa. E andava tutto bene, o quasi.

Quello che a me, e a tanti altri, non è proprio andato giù, è stata l’intrusione di corpi estranei sulla piattaforma. E le bugie che da questa intrusione sono derivate. E’ un fenomeno piuttosto recente, e stare qui a ripetere cose che abbiamo già visto e commentato è quasi noioso. Ma non fa male.

Youtube è riuscito a fare numeri, in Italia, che la televisione cominciava a non vedere più. E c’è stato chi, proveniente proprio dal mondo dello spettacolo, ha ben pensato di poter tirare su qualche altro sporco euro con il Web, sfruttando la gande mole di utenti di tutte le età e gusti. La cosa è inizialmente passata sotto traccia, in sordina. Qualcuno se nè accorto, ha provato a parlare, ed è stato zittito. Ciò che era solo un sospetto, però, ha cominciato a concretizzarsi in certezza. La certezza che la TV stesse prendendo piede sulla piattaforma, attraverso la creazione di veri e propri personaggi che, anche grazie alla spinta di varie “agenzie di talenti” (gestite da chi talento non ne ha) hanno cominciato a fare numeri, così, quasi dal nulla. E l’esempiò più lampante di tutti è Francesco Sole, al secolo Gabriele Dotti, 22enne di bella presenza e discutibili capacità, almeno per ciò che abbiamo visto. Ma è solo la punta dell’iceberg.

Ora: che qualche Youtuber con un grande seguito di pubblico venisse contattato dal mondo dello spettacolo e messo in TV o al cinema per fare ascolti e riaccaparrarsi una certa fetta di pubblico giovane, può starci. D’altronde, tanti di quelli che hanno finito per bucare gli schermi o l’etere, sono effettivamente nati con Youtube. Hanno fatto successo, sono riusciti ad arrivare laddove tanti sognano, e magari non riescono. Chapeau. Criticare questo è piuttosto sterile, se non addirittura da completi idioti.

Ha senso, invece, criticare e farsi sentire con chi, credendo di poter fare il bello ed il cattivo tempo laddove deve essere la completa libertà dell’utente a regnare, si intrufola, senza neanche preoccuparsi di fare poco rumore. Tutti ci siamo ritrovati la home di Youtube intasata di video che puzzano di TV lontano un chilometro. Tutti abbiamo capito cosa ci fosse dietro certe facce, e quali strategie alla base del successo che quelle facce riscuotono. E tutti abbiamo provato rabbia. Stavamo cercando di scappare dalla Tv, e ce la siamo ritrovata alle costole. Non ci stava affatto bene.

Ma la cosa funzionava. Funzionava facendo leva su quel pubblico che su Youtube è ormai in maggioranza. Quello dei minorenni: dei bambini e degli adolescenti, oggigiorno sempre più liberi di imperversare come locuste sui raccolti. Per buona parte composto da individui senza il minimo spessore culturale ed umano ( ma per questo andrebbe aperto un capitolo a parte), incapaci di esprimere in un italiano corretto anche il pensiero più banale, sono approdati sulla piattaforma, e non hanno potuto far altro che cadere nella trappola da cui tanti altri erano riusciti ad uscire. Si sono ritrovati la TV. E la TV ha trionfato, ancora.

E’ cominciata un’aspra battaglia, tra utenti e utonti. Battaglia che si combatte a colpi di commenti su Youtube e non solo. Battaglia che vede coinvolti chi, per esperienza, sa cos’è veramente Youtube ed è stanco delle bugie, e chi, arrivato solo da poco, presume di stare dalla parte giusta.

Ieri, qualche personaggio legato al mondo dello spettacolo, nonchè a doppio filo con il successo riscosso dagli Youtuber di nuova generazione, ha tentato, attraverso Facebook e altri social network, di pubblicizzare il nuovo (e credo anche primo) libro di Francesco Sole. Inneggiando al talento, alla meritocrazia, a Youtube, ad Internet. Chi sapeva, però, non c’è stato. E si è ribellato. E’ cominciato un tam tam incredibile, e la vittima designata è stat Selvaggia Lucarelli, tra le più attive nel reclamizzare quelle poche pagine zeppe di citazioni copiate che è il libro del buon Gabriele Dotti., che nel frattempo è arrivato ad affiancare Belen alla conduzione del’ennesimo “talent show” sulle reti Mediaset. Invano la Lucarelli ha tentato di correre ai ripari bannando utenti dal suo profilo o cancellando i post. #Selvaggianonmentire era già diventato più grande di lei. E il resto è storia.

Il resto è che, per qualche giorno, non si parlerà di altro. Saremo tutti qui, chi a scrivere, chi a girare e caricare su Youtube, chi a bombardare il Web di hashtag. Saremo tutti, o quasi tutti, uniti contro chi cerca di togliere spazio alla libertà di ognuno di noi per piazzare la faccia giusta al posto giusto. Probabilmente faremo l’ennesimo buco nell’acqua. Ma la speranza di poter essere, per una sola volta, un muro compatto di gente incazzata, c’è, e divampa. Possiamo riprenderci ciò che credevamo potesse essere nostro. Di tutti noi, anche dei tredicenni semi-analfabeti che si bagnano le mutande con i post-it di Francesco Sole. Ciò che vorremmo, non senza arroganza, sia chiaro, è che il Web resti libero. Che non significa non avere sponsor, o non poter trasformare il proprio talento nello scrivere o nel girare in una professione. Significa, in fin dei conti, avere la totale libertà di scegliere a quale fonte attingere informazioni, a quali battute ridere, con quale storia commuoversi. Senza che questo arrivi da chi non  libero, ma che scaturisca dalla libertà, e siamo sempre lì, di chi, spontaneamente, decide di buttare anche il suo in quest’enorme calderone che è Internet.

So che l’argomento non c’entra niente con il mondo Nerd, tantomeno con quello Non-Nerd, ma a utente del Web non posso non sentirmi chiamato in causa. E spero che sempre più persone siano coinvolte in questo fenomeno. Non è un capriccio da bambino viziato che rivuole il giocattolo, ma qualcosa che potrebbe davvero, per la prima volta, far capire che la nostra voce conta qualcosa. E le grandi marce, si sa, iniziano sempre dai piccoli passi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...